Raccontare di sé non è semplice, perché significa esporsi e scegliere cosa mostrare e cosa lasciare tra le righe.
In questa breve presentazione non troverete un elenco di titoli o di esperienze professionali (per chi desidera approfondire, il CV è disponibile in calce alla pagina). Voglio invece condividere ciò che mi ha permesso di crescere e diventare la professionista che sono oggi.
La prima cosa che desidero raccontare riguarda la foto di presentazione, perché racconta una storia.
È stata scattata durante un’esperienza di volontariato in Africa: un progetto che ho coltivato a lungo, ma che ho rimandato per anni a causa delle paure.
La paura di fermarmi. La paura di uscire dalla zona di comfort. La paura di essere sola.
Partire significava lasciare abitudini e certezze e confrontarmi con me stessa, i miei limiti e le mie fragilità.
Ho scelto quella foto perché quegli occhi raccontano la gioia di aver affrontato una grande sfida.
La seconda cosa che desidero condividere è che non ho mai avuto un “lavoro dei sogni”. Il mio percorso professionale non è stato lineare: ci sono stati momenti di dubbio e incertezza, in cui ho messo in discussione le mie scelte.
Il mio legame con la psicologia si è costruito nel tempo: una scelta maturata gradualmente e che rinnovo ogni giorno. Ho studiato, certo, ma ho scoperto che la formazione più profonda nasce dall’ascolto autentico di sé.
Anche io sono stata dall’altra parte. Ho frequentato percorsi di terapia come paziente e questa esperienza è stata fondamentale per la mia crescita personale e professionale. Ho affrontato domande, scelte e cambiamenti proprio come chi oggi si rivolge a me.
Raccontarmi in questo modo significa per me mostrare che dietro alla professionista c’è una persona. Fare terapia non è solo applicare teoria o tecnica: è costruire un incontro autentico, fatto di storie, vissuti ed esperienze.
È in questo spazio di incontro che scelgo, ogni giorno, di esercitare il mio lavoro.
